Pallinatura controllata superfici metalliche
Pallinatura controllata o shot peening
La pallinatura controllata, o shot peening, è un trattamento superficiale di tipo meccanico atto ad introdurre tensioni residue di compressione. Viene applicato maggiormente nelle situazioni in cui il componente da trattare è sottoposto a carichi variabili nel tempo, che a lungo andare possono indurre fenomeni di “fatica” nel materiale costituente il componente.
Per “fatica” si intende la riduzione della capacità del materiale di resistere a valori di carichi che in condizioni statiche non creerebbero alcun problema. La fatica nei materiali metallici venne studiata nella seconda metà del diciannovesimo secolo dall’Ing. August Wohler, tecnico delle ferrovie, che ideò le “curve di Wohler” che permettono di stimare il numero di cicli, in funzione del carico, che portano alla rottura un determinato materiale. Egli trovò che esiste un carico al di sotto del quale, indipendentemente dal numero di cicli, nel materiale non si osserva la formazione di cricche.
Tale carico è denominato “limite di fatica”. Successivi studi dimostrarono che il limite di fatica è principalmente influenzato, oltre naturalmente dallo stato in cui si trova il materiale, dalla presenza in superficie di raggi di raccordo dovuti a variazione di sezione, dalla rugosità e dalla presenza di intagli, anche di piccole dimensioni.
Da qui nacque la necessità di utilizzare accorgimenti geometrici per aumentare la resistenza alla fatica dei componenti, quali raggi di raccordo il più ampi possibile, rugosità molto basse, giungendo in alcuni particolari altamente sollecitati addirittura alla finitura a specchio, e particolare cura nell’evitare la presenza di intagli, anche di tipo metallurgico (quali ad esempio inclusioni) sulla superficie. In altre parole si evinse l’importanza dello stato superficiale sulla “vita” a fatica dei componenti meccanici.
Col progredire degli studi ci si accorse, però, che a parità di condizioni geometriche e superficiali, la resistenza alla fatica veniva influenzata anche dalla metodologia utilizzata per ottenere la geometria (di fresa, di rettifica, di forgiatura, di fusione), fenomeno che solamente dopo l’utilizzo della diffrattometria a Raggi X per il rilievo delle tensioni residue, venne compreso. Si capì che, a parità di tutte le altre condizioni, le tensioni residue alla superficie, ed in prossimità di essa, influenzano considerevolmente la resistenza alla fatica. In particolare la presenza di tensioni residue di compressione innalza la capacità di resistere a carichi ripetuti nel tempo, viceversa la trazione residua sulla superficie riduce sensibilmente tale capacità.
Attorno agli anni ’40 del secolo scorso J.O. Almen, ingegnere alla General Motors, mise a punto il processo denominato “Shot peening” (in italiano pallinatura controllata) ed il metodo per controllarne la ripetibilità. Esso sostanzialmente consiste nel bombardare la superficie dell’oggetto (integralmente o solo in determinate zone) con minuscole sfere di acciaio (diametro compreso tra pochi decimi di millimetri ed un paio di millimetri, immagine SEM successiva)
Sfere per pallinaura viste al SEM (97.5X)"
dotate di velocità di poco al di sotto di centro metri al secondo. L’impatto delle sfere con la superficie dell’oggetto causa la formazione di deformazioni plastiche localizzate (immagine SEM successiva).
che innalzano la rugosità ma che inducono tensioni residue di compressione nell’ordine di circa un terzo/metà del limite di snervamento del materiale trattato. La pallinatura controllata differisce sensibilmente dalla sabbiatura o “sand blasting” producendo una morfologia superficiale completamente differente, come evinto dalle due immagini SEM di seguito riportate.
Deformazione plastica da impatto sfere vista al SEM (1710X)"
Superfice pallinata (100X)
Superficie sabbiata (100X)
Ovviamente i parametri utilizzati per il processo di pallinatura (diametro pallini, intensità e grado di copertura), vanno scelti tenendo in considerazione il tipo di materiale da pallinare e le caratteristiche geometriche del componente (per esempio raggi di raccordo e tolleranze geometriche).
Tutti questi parametri influenzano l’andamento delle tensioni indotte dal processo, che per superfici cementate (fianco dente ruota dentata) ha l’andamento caratteristico riportato nel grafico successivo.
Andamento delle tensioni resdiue in funzione della profondità"
Ovviamente l’ottimizzazione dei parametri della pallinatura controllata richiede analisi delle tensioni indotte, distruttive, ed analisi della morfologia superficiale, rugosità ed indagine SEM, oltre rilievi dimensionali se richiesti da strette tolleranze. Il corretto bilanciamento tra incremento della rugosità superficiale e stato tensionale di compressione indotto dalla pallinatura controllata può incrementare il numero di cicli di fatica mediamente del 15-30% fino anche del 200% in casi particolari.
Ai giorni nostri, oltre ai tradizionali pallini in acciaio al carbonio, si utilizzano pallini in acciaio inossidabile, vetro o ceramica al fine di migliorare la morfologia superficiale od evitare contaminazioni. 2Effe Engineering ha di recente sviluppato un tipo di pallino che può essere sciolto in solvente al fine di scongiurare la presenza di pallini, o residui, che potrebbero compromettere la funzionalità del componente in esercizio (per esempio componenti con fori ciechi o parti finite di motori endotermici).
La pallinatura controllata risulta essere benefica su tutti i componenti meccanici sottoposti a fatica, in particolare:
– ruote dentate (2Effe Engineering nei suoi stabilimenti tratta annualmente circa 1.500.000 ruote dentate)
– molle (2Effe Engineering tratta annualmente più di 3.000.000 di molle)
– pale turbina (2Effe Engineering tratta annualmente più di 10.000 pale turbina)
– bielle (2Effe Engineering tratta annualmente più di 30.000 bielle)
– Componenti aerospaziali (2Effe Engineering tratta annualmente più di 1.000 componenti aerospazioali)
– Componenti racing (2Effe Engineering tratta annualmente circa 500 componenti F1)
– Dischi turbina gas (2Effe Engineering tratta annualmente circa 50 dischi turbina gas).
Essendo dotata di impianti per la pallinatura trasportabili la 2Effe Engineering offere il servizio di pallinatura controllata anche in campo, per esempio sui seguenti particolari:
– Giranti Pelton/Francis direttamente in centrale
– Ruote dentate e pignoni di grosse dimensioni (2Effe Engineering può movimentare nei propri stabilimenti masse fino a 20T)
– Grossi componenti di impianti industriali
Per richieste particolari su componenti di elevato valore tecnico/economico la 2Effe Engineering offre il servizio di pallinatura controllata denominato Flap Peening, che consente di ottenere elevati valori di tensioni residue con bassi valori di rugosità, senza l’utilizzo di pallini. Tale trattamento può essere effettuato mediante macchine CNC, robot 6 assi o in caso si richieda l’intervento direttamente su componenti montati di grosse dimensioni (per esempio velivoli) manualmente.
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